LivinCool.com X L’Aquila, Italy summer 2009

Posted on 12.04.09 to news, photography by Emanuele DAngelo

L'Aquila

Last summer we went to L’Aquila, the italian city destroyed by the heartquake. Thanks to the firemen we had access to some protected areas and we had the possibility to see how destructive could be an heartquake. Continue to read the article. It is in italian and it is written by Paolo Tomassetti.  Photos by me.

L’idea di recarci all’Aquila è nata con l’intento di renderci conto da vicino di quella che fosse la situazione della città a quasi quattro mesi dal sisma e di raccontarla fotograficamente a voi lettori.

L’Aquila, insieme a Roma, è il cuore pulsante del Centro Italia, tanto dal punto di vista economico, che culturale. Il patrimonio artistico del capoluogo abruzzese è immenso: chiese, monumenti, musei, palazzi, piazze, fontane. Per questo, noi di livincool.com, volevamo avere testimonianza diretta delle ferite subite dalla città e condividere con i nostri lettori questa esperienza, vissuta dal nostro punto di vista, sotto forma di reportage.

L'Aquila (2)

Fino a Settembre, il centro storico dell’Aquila è stato diviso in tre zone: la prima era l’area aperta al pubblico, comprendente il primo tratto di Corso Federico II e parte di Piazza del Duomo, la seconda era la zona off-limits percorribile solo con i vigili del fuoco. Infine, c’erano le aree limitrofe agli edifici posti sotto sequestro per fini giudiziari, dove, al momento del reportage, non era ancora consentito l’accesso. Grazie a Marco Riccardi, nostro amico collaboratore della Provincia dell’Aquila, siamo riusciti ad avere il permesso per visitare anche la seconda zona del centro, accompagnati da un gentilissimo Vigile del Fuoco di Campobasso. Dopo aver raggiunto Piazza del Duomo, abbiamo percorso tutto Corso Federico II e ci siamo immessi prima in Via Andrea Basile, fermandoci a Piazza del Palazzo e poi, proseguendo lungo Via Roma, abbiamo raggiunto Piazza San Pietro a Coppito, una delle aree più lesionate del centro storico.

L’impatto che abbiamo avuto è stato scioccante. Per due motivi.

In primo luogo, per la sensazione di tristezza che abbiamo provato nel trovarci in un centro storico praticamente deserto. Raramente, circolavano le camionette dei vigili del fuoco, o si vedeva qualche operaio al lavoro. Per il resto, vuoto. La scena era surreale, camminavamo in una città senza un’anima.

L'Aquila (3)

A tutto questo, si aggiungeva il rammarico del costatare la profondità dei danni che il centro storico ha subito. L’immaginario che si ha di un luogo del genere, normalmente, è associato allo scenario di una città che ha subito un bombardamento. C’erano le macerie lungo le strade, i tetti scoperchiati, le pareti delle case squarciate. Inoltre, abbiamo preso coscienza del fatto che la ricostruzione in molti casi risulta essere improbabile e, contestualmente, la dove ci sono margini di intervento, non si riesce a stimare l’entità dell’investimento che essa richiederà, specie in termini di tempo.

Nonostante ciò, abbiamo avuto la fortuna di poter fare esperienza dell’umanità, del coraggio e della professionalità delle persone che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’Aquila, primi tra tutti i Vigili del Fuoco, e dell’eccezionale solidarietà di quanti si stanno adoperando, in modo volontario, per render meno pesante la vita delle persone all’interno delle tendopoli.

L'Aquila (4)

Infatti, il nostro reportage non si è esaurito al centro della città. Siamo stati anche a far visita agli sfollati del campo San Biagio, nei pressi di Tempera. Nonostante i disagi che la vita da campo comporta, la popolazione sfollata ha mostrato una straordinaria capacità di adattamento, grazie soprattutto al sostegno dei volontari. Lo spirito di solidarietà che si percepiva all’interno della tendopoli ha colmato il senso di vuoto che L’Aquila ci aveva lasciato ed ha reso meno triste il bilancio della giornata.

L'Aquila (5)

La redazione di livincool.com si augura col cuore di poter tornare presto nel capoluogo abruzzese, magari per realizzare un servizio sulla ricostruzione, ormai ben avviata, e poter raccontare a voi lettori il lieto fine di una storia davvero brutta.

L'Aquila (6)

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