Erol Alkan interview for livincool.com

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Rome. Calm and sober, slow parlance, maybe a bit of sleepiness; well, everything you would
never expect from a dj, especially from a successful one (even if he’d find fault with it) like Erol
Alkan
. Shortly before getting on the stage of Spazio Novecento, we had a chat with him.

How did you start?

Music has always been everything to me, really. I grew up in a very musical household. All the
toys I had were my parents’ records and a record player, so everything came very natural. Going
to school I realised that playing a musical instrument was what I liked the most, so I started with
one, and then I wanted to learn to play them all. You know, I wanted to know about as many
musical instruments as possible. Then I joined some bands. Then I started djing, because djing
was a way of being megalomaniac, because you can play all the music that you like. I’ve always
made a lot of tapes for all my friends, but playing music at the record player is like making a
thousand tapes all at once. That was how I felt about djing. And then making club music just
happened, because people started asking me to remix for them. It’s all been…I know, maybe I use
this word too much, but it’s true…it’s all been really, really natural.

What could be a secret to be a successful dj?

The really strange thing is: I go around playing and I always have great fun and I play in amazing
venues with loads of people coming…and I still don’t feel like a success. I don’t feel successful at
all. I don’t see things like everyone else sees them. To me, I don’t see anything. If I made an album
and it became a number one hit, then I’d be shocked and I’d think “Wow!”. But now, I just feel
part as a weird situation. I’m always thinking about the next track, the next thing to mix, the next
music to make. And then, as soon as it’s done, it’s done. How much it sells, or how much people
love it, doesn’t really matter, because it’s done.

What music do you like to play the most at this point in time?

My favourite music to dj out right now is definitely weird disco, I try to sneak it in as much as I

can do, because to me it just feels absolutely great in clubs. And I’ve never been that interested in
over energised music, because music that is too aggressive and over the top feels as a substitute
to something else. I’ve never played faster than 124bpm and the music doesn’t feel slow, because
the energy in the room is high. If you play really fast music, the only way of going up one little bit
is to speed it even more, but keeping it there, your horizons of where you can go are just so wide.

How was your collaboration with Boys Noize?

There’s been a few now and they’ve all been fun. When we make music together is always over-
enjoyable and great fun. We never over-studied anything, we’ve always instinctively come up
with things that we liked, rather than thinking ‘we have to make something that justifies the fact
that we are doing something together’. You know, we made many tracks, but we’ve only put out
the ones that we think are the ones.

What about your future projects?

Right now I’ve just finished some original stuff that I want to put out. Next single with Boys Noize
is pretty much finished and it’s coming out in March. We’ve also done something really, really
cool that we are going to reveal on the internet soon, something really crazy, that took us a very
long time to do. Also, I’ve just remixed Justice, which is coming out in a few weeks.

And if you’re interested to know what this ‘really crazy thing’ is, here’s the link to the preview…
we’ve got great expectations: http://soundcloud.com/phantasysound/boys-noize-erol-alkan-
lemonade


Roma. Pacato e sobrio, parlata lenta, forse anche un po’ di sonnolenza; insomma, tutto quello
che non ci si aspetterebbe mai da un dj, specialmente da uno di successo (anche se lui avrebbe
qualcosa da ridire in merito) come Erol Alkan. Poco prima che salisse sul palco di Spazio
Novecento, ci abbiamo scambiato due chiacchiere.

Come hai cominciato?

La musica è sempre stata tutto per me, davvero. Sono cresciuto in una famiglia molto
appassionata di musica. Gli unici giocattoli che avevo erano i dischi dei miei genitori e un
giradischi, per cui tutto è avvenuto in modo molto naturale. Andando a scuola ho capito che la
cosa che preferivo era suonare uno strumento musicale, così ho cominciato con uno e poi ho
voluto imparare a suonarli tutti. Volevo saperne il più possibile. Poi mi sono unito a dei gruppi.
Poi ho cominciato a fare il dj, perché era un modo di essere megalomane, perche puoi suonare
tutta la musica che preferisci. Ho sempre fatto moltissime cassette audio per i miei amici, ma
suonare musica alla console è come realizzare mille cassette audio tutte assieme. Era così che mi
sentivo riguardo all’essere dj. Poi il fatto che ho cominciato a fare club music è successo e basta,
perché le persone hanno cominciato a chiedermi di remixare per loro. È stato tutto…lo so, forse
uso troppo questa parola, ma è vero…è stato tutto molto, molto naturale.

Svelaci un segreto per essere un dj di successo?

La cosa davvero strana è: vado in giro a suonare e mi diverto sempre tantissimo e suono in
queste location fantastiche piene di persone…eppure non lo percepisco come un successo.
Non mi sento affatto uno di successo. Non vedo le cose come le vedono gli altri. Per quanto mi
riguarda, io non vedo niente. Se facessi un album e arrivasse primo in classifica, allora sarei
shockato e penserei “wow!”. Ma al momento mi sento solo parte di una situazione un po’ strana.
Sto sempre a pensare alla prossima traccia, alla prossima cosa da mixare, alla prossima musica da
produrre. E poi, appena è fatta, è fatta. Quanto vende, o quanto piace alle persone, non importa,
perché è una cosa finita.

Che musica ti piace di più suonare in questo momento?

La musica che preferisco al momento è sicuramente la weird disco, provo a infilarcela dentro
ogni volta che posso, perché secondo me è assolutamente perfetta nei club. Non sono mai stato
interessato alla musica troppo energica, perché una musica troppo aggressiva ed eccessiva mi dà
l’impressione di essere un sostitutivo per qualcos’altro. Non suono mai più veloce di 124bpm e
la musica non sembra lenta, perché l’energia in sala è tanta. Se suoni musica tanto veloce, l’unico
modo di intensificare anche solo un minimo è quello di andare ancora più veloce, ma se tieni
stabili i bpm, gli orizzonti che puoi raggiungere sono così ampi.

Com’è stata la tua collaborazione con Boys Noize?

Ce ne sono state varie fino ad ora e sono sempre state molto spassose. Quando facciamo musica
insieme è sempre un’esperienza molto gradevole e di grande divertimento. Non ci abbioamo mai
pensato troppo a quello che dovevamo fare, ci siamo sempre arrivati istintivamente, invece di
pensare ‘dobbiamo fare una cosa fatta in questo modo per giustificare la nostra collaborazione’.
Abbiamo fatto molte tracce, ma abbiamo pubblicato solo le migliori.

Progetti futuri?

Al momento ho appena finito dei pezzi originali che voglio pubblicare. Il prossimo singolo con i
Boys Noize è praticamente ultimato e uscirà a Marzo. Abbiamo anche prodotto una cosa davvero,
ma davvero cool che riveleremo a breve su internet, qualcosa di veramente folle, che ci è voluto
moltissimo tempo per realizzare. E poi ho appena remixato i Justice, cosa che verrà pubblicata nel
giro di poche settimane.

E se siete cuoriosi di sapere cosa sia questa ‘cosa davvero folle’, eccovi il link per la
preview…abbiamo grandi aspettative: http://soundcloud.com/phantasysound/boys-noize-erol-
alkan-lemonade

Interview by Alice Bellini & Fabrizio Galati

Written by Fabrizio Galati on 02.05.12
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